Mai dire addio, dire addio.
Dicono si tratti solo di un modo di salutare, una parolina tutta italiana, uno stratagemma come un altro per rompere il ghiaccio.
Non è cosi’: “Ciao” è una parola magica. Nella nostra lingua è la prima e l’ ultima cosa che ci si dice, spesso racchiuse in queste quattro lettere c’è’ molto di piu’ di quello che sembra.
Cambiandone leggermente il tono ed il modo puo’ dimostrare affetto, amicizia, entusiasmo, gioia e quant’ altro.
Ci sono dei “ciao”indimenticabili nella vita, molti anche dolcemente tristi, come quelli detti ad una persona che non è piu’ , ad un amore finito, altri densi di gioia come quello ad un figlio in braccio appena nato, alla moglie vestita da sposa, alla madre appena sveglia in rianimazione.
Sempre ciao…..
Un ciao, detto con rabbia, puo’ significare “sparisci!” sussurrato, guardandosi negli occhi, puo’ volere dire “ti Amo, anche se non posso dirtelo, anche se non vuoi sentirtelo dire….insomma vabbe’, ciao.”
Un saluto positivo quindi, giovane, un motorino….che ti apre le strade a nuovi e successivi incontri, l’ esatto contrario dell’ “addio.”
L’ addio fa’ paura. Abbandono, perdita, insicurezza nell’affrontare il futuro in una situazione difficile, partendo da una mancanza. Eppure l’ addio è a volte necessario. Apre la strada a nuovi orizzonti ,disfare tutto per rifare tutto, una persona che dice addio da qualche altra parte avra’ qualcuno che le dara’ il benvenuto.
Dire addio è coraggioso, incosciente, importante, si puo dire addio ad un lavoro che non ci è mai piaciuto , addio ad un vizio, ad una strada sbagliata, ad un pensiero nocivo, ad una vecchia auto che ti ha lasciato a piedi.
Adieu adieu adieu, buonanotte…..cantava Domenico Modugno nella sua celebre “Un uomo in frack”, anche senza arrivare alle note ed estreme cause del cilindro galleggiante,comunque quando c’e’ da dire addio, dite addio.
Per cambiare vita, per evolversi, crescere, migliorare, è necessario un addio a qualcosa o qualcuno . Spesso, il trucco piu’ usato per digerirlo meglio è travestirlo da “ciao”, ma questo prolunga soltanto l’ agonia.
“Quando sono per sempre, gli addii dovrebbero essere rapidi”, diceva George Byron , e aveva ragione. Ci sono poi casi in cui , un “ciao”, si è trasformato in un addio, ma purtroppo questa è un altra storia . Per vedere ed ascoltare un maestoso addio clicca Qui’
addio
Ah ah ah , grande Sandra, ah ah ah , addio anche a te.
…Ma pensa un pò che ero passata per dirti ciao!!! :))
Bellissimo post, come sempre, Dom! Un abbraccio
Rosalba
Ciao, con tutto il cuore ciao Rosalba, e piacere di saperti li’, da qualche parte, per il mondo